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Dalle montagne alla pianura

Immaginate di svegliarvi una mattina in una città diversa, di ascoltare una lingua nuova e di immergervi in costumi e tradizioni che non avevate mai conosciuto. Per molti studenti, questo sogno diventa realtà grazie ai programmi di scambio culturale scolastico, che offrono l’opportunità di vivere un’esperienza unica e formativa. Questi programmi non solo ampliano gli orizzonti culturali degli studenti, ma incoraggiano anche la tolleranza, la comprensione e l’amicizia tra giovani di diverse provenienze.

In un mondo sempre più globalizzato, la possibilità di scambiarsi idee, prospettive e tradizioni diventa fondamentale. Attraverso questi programmi, gli studenti hanno anche la possibilità di partecipare a feste locali, assaporare piatti tipici, stringere amicizie durature e, soprattutto, imparare a guardare il mondo con occhi diversi. Ma quali sono gli impatti reali di queste esperienze? Come possono trasformare non solo la vita degli studenti coinvolti, ma anche le scuole e le comunità da cui provengono?

In questo articolo troverete l’intervista a Olivia Kaufmann, una ragazza proveniente da un paesino vicino a Bolzano, in Trentino Alto Adige, frequentante ora il nostro liceo nella classe 3I.

Perché hai scelto di fare questa esperienza?
Ho scelto di partecipare a questa esperienza dato che nella mia scuola è attivo un progetto che consente di trascorrere un periodo di studi presso un’altra istituzione, dando la possibilità di selezionare il Paese, anche se la destinazione non è specificata. Tale iniziativa è stata ideata per gli studenti della mia scuola al fine di promuovere l’apprendimento di una seconda lingua. Considerato che la possibilità di partecipare è limitata a quest’anno e al successivo, ho deciso di iscrivermi all’esperienza quest’anno. Sebbene la scelta della destinazione non sia stata di mia competenza, ritengo che questo progetto rappresenti comunque un’opportunità vantaggiosa, poiché l’agenzia si fa carico di una significativa parte delle spese.

Come ti trovi a livello di scuola, famiglia e città in generale?
In generale, posso affermare di trovarmi bene. La scuola è di mio gradimento, la famiglia ospitante è estremamente accogliente e questa città suscita il mio interesse. Rispetto al mio paese di provenienza, apprezzo particolarmente il fatto che le strade siano tutte pianeggianti; tuttavia, devo ammettere che il clima non è una delle caratteristiche che gradisco particolarmente. Al di là di ciò, sto vivendo un’esperienza molto divertente.

Hai trovato differenze riguardo alla scuola?
Certamente, anche se le differenze sono relativamente poche. Una delle più significative è il carico di studio e la concentrazione sull’utilizzo efficiente della memoria. Qui a Piacenza, ho osservato che, rispetto alla mia precedente scuola, si affrontano una quantità maggiore di argomenti in un tempo più ridotto. Anche se inizialmente può risultare difficile adattarsi, con il passare delle settimane si inizia a familiarizzare con questa nuova modalità. Un’altra differenza è il fatto che non si studi il Tedesco come materia, ma questo è normale, e anche il come nella mia scuola ci si concentri più sulla riflessione sui vari argomenti al  posto dello sviluppo della memoria, anche se ciò dipende dai vari professori. Oltre a questi due particolari, devo dire che le due scuole e comunque sistemi scolastici sono molto simili.

Rifaresti questa esperienza?
Confermo che la ripeterei, nonostante ci siano momenti in cui la distanza dalla propria casa e dalla famiglia possa risultare difficile da affrontare. Circa ogni sei o otto settimane ritorno nel mio paese e devo ammettere che a volte sento la mancanza delle montagne e del paesaggio in generale, oltre che dei miei cari. Tuttavia, ritengo che questa esperienza contribuisca notevolmente a sviluppare l’indipendenza personale e a migliorare le capacità relazionali. Infatti, da quando sono arrivata, ho avuto l’opportunità di stringere numerose amicizie e ho migliorato le competenze nella gestione autonoma di diverse situazioni. Quindi raccomando vivamente a chiunque sia interessato di considerare la possibilità di intraprenderla.

Sara Cordani

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